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progetti speciali – Come Wang-Fô venne salvato

Lettura, ascolto, rielaborazione scritta ed interpretazione grafica di Come Wang-Fô venne salvato
di Margherita Borghi

Il Progetto relativo alle attività sul testo di Comment Wang-Fô fut sauvé si è svolto nel mese di aprile dell'anno 2007, per circa due settimane. Le attività sono state effettuate non soltanto nei momenti dedicati alla lettura ad alta voce, ma anche all’interno delle attività didattiche dell’area linguistica.
Ho proposto la lettura di Comment Wang-Fô fut sauvé in lingua italiana, presentando, però, il racconto anche con il titolo francese; questo particolare ha immediatamente acceso la curiosità dei bambini. Ho brevemente accennato alcune notizie sull’autrice e ho tradotto il titolo in italiano. Partendo proprio dal titolo, ho chiesto ai bambini di formulare ipotesi relative a ciò che stavo per leggere e, fin dall’inizio, sono stati in grado, pur non conoscendo altro che il titolo, di cogliere alcune caratteristiche del racconto. Queste sono state alcune delle loro supposizioni:

  1. il personaggio principale è cinese
  2. la storia ha un lieto fine perché lo anticipa il titolo stesso
  3. il protagonista riuscirà a salvarsi in un modo incredibile

Didier Garcia1 afferma che i titoli delle Nouvelles orientales hanno come prima funzione quella di presentare il protagonista che , sin dall’inizio, assume il ruolo di referente di ogni novella. Non solo, i titoli della raccolta, non si limitano ad anticipare la presentazione del personaggio principale, ma ne introducono le caratteristiche specifiche, caratterizzandolo. Ogni titolo afferma il rifiuto esplicito di Marguerite Yourcenar per tutto ciò che è generico e, allo stesso tempo, la ricerca di ciò che caratterizza gli esseri che mette in scena. Appare, quindi, sin dal titolo stesso delle novelle, la volontà dell’autrice di rendere singolari e unici i suoi protagonisti e, allo stesso tempo, di delimitare il campo di lettura e interpretazione delle novelle.
Ho avvisato gli alunni che non avrei letto il testo integralmente, ma che ad un certo punto avrei interrotto la lettura, chiedendo loro di terminare il racconto.
Ho iniziato a leggere il testo, spiegando, dove necessario, alcuni termini che potevano risultare di difficile comprensione. La lettura è proseguita sino al momento in cui Wang-Fô, al cospetto dell’Imperatore, si accinge a completare il quadro incompiuto. Ho scelto di sospendere la lettura in questo preciso momento perché il protagonista si trova in una situazione che sembra non presentare vie d’uscita, ed ero sicura che la fantasia dei bambini avrebbe offerto soluzioni originali ed imprevedibili e che la loro sensibilità avrebbe anticipato il vero finale del racconto.
A questo punto, ho chiesto ai bambini di ricostruire oralmente i fatti ascoltati, seguendo la struttura del racconto:
- situazione di partenza: il personaggio di Wang-Fô, il suo stile di vita, la sua arte magica, la sua modestia e semplicità; la figura di Ling, discepolo fedele e devoto.
- situazione problematica: l’arresto, inizialmente imprevisto ed incomprensibile, e la condotta a palazzo.
- complicazioni emerse: il motivo dell’arresto, le spiegazioni dell’Imperatore, l’annuncio della punizione, la morte violenta di Ling, il ricatto esercitato dall’Imperatore su Wang-Fô.
Successivamente ho chiesto agli alunni di rappresentare graficamente il personaggio di Wang-Fô, e dai loro disegni sono emerse le sue principali caratteristiche fisiche assieme ad alcuni tratti della sua personalità.
Dai disegni si può dedurre che le parole di Marguerite Yourcenar hanno prodotto, nell’immaginazione dei bambini, ritratti che riflettono le caratteristiche peculiari del vecchio pittore, anche quelle che nel testo non sono descritte esplicitamente, ma solo accennate. Da questi ritratti, emergono la saggezza dell’uomo, la sua modestia e serenità nell’affrontare le contingenze della vita, le doti quasi magiche dell’artista.
L’attività successiva è stata quella di immaginare un seguito ed un finale per il racconto rimasto in sospeso. Prima di procedere alla fase della scrittura, ai bambini è stato suggerito di fermarsi a riflettere su alcuni particolari, come il titolo del racconto, che già contiene un suggerimento per l’ipotesi del finale, il fatto che l’arte del vecchio pittore sia qualcosa di eccezionale, quasi magico, il suo atteggiamento sereno, apparentemente distaccato nei confronti delle contingenze della vita. Le ipotesi formulate sui diversi e possibili finali del racconto sono corredate dai disegni dei bambini che spesso amano tradurre graficamente, ciò che esprimono con le parole.
Dopo aver letto i finali immaginati e proposti dai miei giovani ascoltatori, li ho raggruppati per tipologia:
-  Wang-Fô si salva grazie alla sua capacità di ricorrere all’immaginazione e alla fantasia (Disegni 5, 6, 7, 8, 9);
-  la salvezza è possibile grazie alle eccezionali doti pittoriche di Wang-Fô, cioè alla sua arte magica (Disegni 8, 10, 11, 12, 13, 14 ).
Ciò che naturalmente colpisce, è che tutte queste conclusioni contemplano la salvezza di Wang-Fô e, a volte, anche di Ling, e questo è tipico dei bambini che non ammettono assolutamente che un racconto o una fiaba possano non prevedere un lieto fine.
Forse, allora, quell’anticipazione contenuta nel titolo del racconto, è veramente importante e si inserisce forse più naturalmente nell’orizzonte d’attesa di un giovane lettore che di un adulto.

Conclusioni

Analizzando i testi prodotti dagli alunni, emerge subito che il suggerimento del titolo è stato considerato da tutti come il punto di partenza da cui formulare un possibile finale.
Tutti i testi cominciano con l’immagine del vecchio pittore alle prese con il quadro da terminare e questo non stupisce, data la perentoria richiesta dell’Imperatore, accompagnata dall’inevitabile condanna. Ma è proprio da questo preciso istante che il protagonista può scegliere come salvarsi e la fantasia dei bambini offre un incredibile ventaglio di possibilità.

  1. L’Imperatore resta impressionato dall’eccezionale bravura del pittore, mette da parte l’astio che prova nei suoi confronti e, quasi umilmente, gli chiede di insegnargli a dipingere. La risposta di Wang-Fô è semplice e, allo stesso tempo, scaltra: basta pensare a una cosa bella, saperla immaginare e il gioco è fatto. L’Imperatore crede che basti veramente poco per poter fare come il pittore gli consiglia, si accontenta di questo suggerimento e ritira la condanna che pesava sul pittore. È un finale che cancella la brutalità dell’arresto, la crudeltà con cui l’Imperatore ha trattato il vecchio uomo e, soprattutto, la punizione violenta cui era destinato, ma, lascia, forse, un dubbio nella mente di chi legge: se Wang-Fô ha trasmesso a Ling la capacità di vedere le cose quotidiane con occhi nuovi senza dovergli insegnare nulla con le parole, ma semplicemente predisponendo l’animo a contemplare la realtà senza preconcetti, come può aver insegnato la stessa cosa a un uomo che, fino a pochi istanti prima, era mosso da sentimenti di rabbia e invidia? Questo finale, che sembra risolvere la situazione con un lieto fine quasi scontato, in realtà lascia l’Imperatore nel suo mondo fatto di esteriorità e sentimenti negativi e, allo stesso tempo, permette la salvezza di Wang-Fô convinto che nulla può entrare nell’animo di un uomo che non sia pronto ad accoglierlo.
  2. Se nell’ipotesi precedente, l’Imperatore si illudeva di poter imparare ad usare la fantasia seguendo semplicemente il consiglio, apparentemente banale di Wang-Fô, in altri finali troviamo anche il tentativo da parte dell’Imperatore di imitare i gesti del vecchio pittore, credendo di potersi impadronire della sua arte magica. Diversi bambini hanno immaginato, come possibile via di fuga per Wang-Fô, il dipinto stesso che sta portando a termine. Quel mondo ideale dipinto dal vecchio è però accessibile soltanto a lui e l’Imperatore si scontra con la sua incapacità di impossessarsi di ciò che vede. 
  3. Altri finali contemplano il ribaltamento della situazione: non è più il pittore a subire la punizione, ma colui che, ingiustamente, l’aveva minacciata. Ecco quindi che ciò che il pittore ha dipinto, improvvisamente si anima e aggredisce l’Imperatore che, terrorizzato, fugge o perisce. Sono soprattutto animali che escono dal quadro per spaventare o attaccare fisicamente proprio colui che non è in grado di vedere oltre la realtà.
  4. Numerosi sono i finali che si accostano alla vera conclusione del racconto. Sono quelli che si basano sull’insolita capacità di Wang-Fô di contemplare le cose che gli consente di impossessarsi di ciò che vede. Alla fine di tutto, è proprio questa capacità che l’Imperatore invidia e che non è nemmeno in grado di concepire. Solo Wang-Fô è quindi padrone e creatore di questa realtà, l’unica per lui esistente: tutto il resto, l’esteriorità, non ha alcun valore. Il suo sguardo è in grado di trasformare la realtà che consiste nel frutto del lavoro dell’artista.2

Terminato il lavoro di formulazione e scrittura dei finali ipotizzati dai bambini, la curiosità di conoscere la “vera” conclusione del racconto era grande. Ho ripreso, quindi, la lettura dal momento in cui Wang-Fô deve escogitare una via d’uscita dalla pericolosa situazione in cui si trova, terminando il racconto.
La cosa sorprendente è stata che tutte le ipotesi formulate dai bambini hanno trovato un qualche riscontro nella parte del testo che ancora non avevo letto. Questo può essere spiegato sia ricorrendo alla particolare sensibilità di percezione che i bambini hanno, cioè alla loro capacità di  immaginare ciò che sentono raccontare, sia all’eccezionale capacità dell’autrice di saper entrare nel mondo dei bambini non abbassandosi, ma raggiungendo la loro ancora intatta capacità di percepire le parole senza preconcetti.
Come afferma Sandra L. Beckett,
«Malheureusement, nous ne savons pas si Yourcenar considérait sa réécriture pour enfants comme une version appauvrie et édulcorée de la nouvelle originale, ou, au contraire, comme une version améliorée. […] mais il existe certainement des lecteurs adultes qui […] ont une prédilection pour la version pour enfants de Comment Wang-Fô fut sauvé, récit plus concis, plus léger, plus limpide que la version adulte»3

1. Didier GARCIA, “Titres, ouvertures et clausules dans les Nouvelles orientales de Marguerite Yourcenar”, Bulletin S.I.E.Y. n. 13, juin 1994, pp. 63-70.   torna al testo

2. Michel BERGER, op. cit., p. 37.   torna al testo

3. Sandra L. BECKETT, De grands romanciers écrivent pour les enfants, cit. p. 193.   torna al testo